Da cosa iniziare la progettazione del vostro futuro locale

Essere proprietari di una gelateria non significa soltanto destreggiarsi tra scartoffie, fornitori, manutenzione e normative. Significa anche essere signore, padrone e demiurgo assoluto dell’ambiente in cui si lavora: un ambiente efficiente e ottimizzato costituisce le fondamenta di una gelateria di successo.

Oh no, direte voi: avete studiato da gelatieri, mica da architetti. Cosa ne sapete di geometrie? E di chiavi di volta? E di quadrangoli?
Niente paura, calma e gesso, fermi tutti. Siamo qui per questo, quindi per questo post l’architetto ce lo mettiamo noi: ecco qualche dritta di Stefano Lomazzi, il professionista al quale affidiamo i locali dei nostri clienti, che ci parla di come impostare la progettazione del nostro locale.

Non lasciate nulla al caso: prima di cominciare i lavori dovete conoscere ogni aspetto della vostra futura attività.
Se dovete riorganizzare un locale, o addirittura costruirlo da zero, il ricorso ai professionisti dell’edilizia è inevitabile, ma dopotutto i capi siete voi. La struttura del locale dipenderà dalle caratteristiche della vostra futura attività: le scelte strutturali variano, per esempio, in funzione del periodo di apertura o dei prodotti venduti. Un locale aperto solo durante il periodo estivo sarà diverso rispetto a un locale aperto tutto l’anno; allo stesso modo, una gelateria che offre anche frullati, o cioccolata, avrà un’articolazione degli spazi più complessi rispetto a un locale monoprodotto.

Insomma, condividete con il vostro consulente il vostro business plan: confrontarvi con un professionista potrà fornirvi punti di vista utili ai quali forse non avreste pensato.

Pianificate i vostri percorsi
Avete acquisito il locale e avete la planimetria: quello che vi serve ora è un progetto di massima in pianta, che organizzerete partendo dalle macchine.
Cercate di prevedere, sulla base della vostra esperienza e del metodo di lavoro che avete adottato o pensate di adottare, gli spostamenti che effettuerete durante una normale giornata lavorativa: verificate che il passaggio dalla zona di preparazione a quella della vetrina sia comodo. In pratica, dovete avere poca strada da percorrere: un gelatiere trascorre molto tempo in piedi, perciò deve ridurre al minimo la fatica.

Potrebbe esservi utile, in questa fase, disegnare sul pavimento del locale le sagome dei macchinari: in questo modo la stima delle volumetrie sarà senz’altro più realistica rispetto a quella ottenuta da un disegno su carta.

Il prodotto sarà esposto nelle vaschette o conservato nel pozzetto?
Si tratta di un particolare molto importante, perché da questa scelta dipenderà lo svolgimento futuro del vostro lavoro, ma non solo: l’esposizione è molto importante per la clientela, che al gelato chiuso nel pozzetto potrebbe preferire una presentazione più visibile.
Per esempio, dobbiamo considerare che quella del pozzetto è oggi anche una moda, oltre che una scelta di metodo: in cittadine di provincia le persone potrebbero anche percepirla come una novità pretestuosa, o ancora peggio come una scusa per non esibire un prodotto che potrebbe essere scadente. Per altri versi potrebbe essere la scelta migliore dal momento che il pozzetto, proteggendo il gelato dalla ventilazione della vetrina, consente una migliore conservazione del prodotto ed evita quindi la necessità di utilizzare stabilizzanti o emulsionanti.

Da questo genere di impostazione, dipenderà anche la scelta dell’arredamento.

Usate colori che comunicano freschezza e pulizia
Se parliamo esclusivamente di gelaterie, lasciando perdere integrazioni con caffetteria, cioccolateria e altre formule, i colori di tendenza sono chiari: bianco, panna, celeste, insomma colori che diano un’idea rinfrescante.
La scelta di colori scuri può essere giustificata per locali che intendano attrarre una clientela elegante, o locali che oltre all’asporto diano la possibilità di consumare ai tavoli.
L’importante è in ogni caso un aspetto igienicamente impeccabile: il consiglio è quindi di evitare colori che sembrino sporchi non appena vi si deposita un po’ di polvere.
Stesso discorso anche per i materiali: se il legno offre al locale un’immagine di livello, è anche vero che questo materiale per invecchiare bene deve essere trattato in modo più accurato di altri. Per questo oggi prevale l’acciaio inox, rivestimenti ceramici e pavimenti in gres porcellanato per il laboratorio, mentre per la zona vendita si usano molto i laminati colorati, che hanno una gamma di colori infinita e un ciclo di vita molto lungo.